Museo di arte egizia

Affrontate la discesa verso la luce nel modernissimo e misterioso edificio del Museo di arte egizia a Monaco, con opere e reperti dal 3000 a.C. al 400 d.C.

La tomba di un faraone a Monaco di Baviera? Impossibile? No, è il Museo di arte egizia situato nel Kunstareal, il quartiere dei musei della capitale bavarese.

Sicuramente non può vantare di essere una delle più grandi collezioni di arte egizia al mondo ma il Museo d’arte egizia di Monaco (in tedesco Staatliche Sammlung Agyptischer Kunst) è molto apprezzato dagli esperti del settore per la qualità delle opere esposte, in particolare nell’area della scultura.

Alcune opere sono universalmente considerate dei capolavori egizi, tanto da essere molto richiesti da altri musei per mostre temporanee.

Visitando questo museo, di dimensioni ridotte rispetto ad altri famosi musei egizi ma con un allestimento perfettamente curato, siete certi di uscire dalle sue sale con una più ampia comprensione dei 5000 anni di arte e cultura che hanno reso così affascinante l’Egitto.

Un po’ di storia

Il nucleo originario del museo è costituito dalla collezione del Duca Alberto V di Baviera che già nel Cinquecento si appassionò di arte egizia e acquistò una serie di oggetti e reperti.

Quest’opera di collezionismo fu portata alle più alte vette dal re Ludwig I, grande appassionato d’arte, che però non riuscì ad accaparrarsi i reperti degli scavi di Tebe, che finirono nelle mani del re Carlo Felice di Savoia e che oggi possiamo ammirare al Museo egizio di Torino.

Fu sempre Ludwig I a voler istituire dei musei pubblici, all’interno dei quali trovò spazio una sala dedicata all’Egitto.

Un museo interamente dedicato all’arte egizia nacque ufficialmente nel 1970. In anni recenti la collezione è stata trasferita nell’attuale edificio, misterioso ed efficiente come solo gli antichi egizi sapevano essere.

Visita al museo egizio di Monaco

Il Museo di arte egizia di Monaco colpisce lo spettatore già dall’esterno per la particolarità dell’edificio che lo ospita, concepito come una sorta di “discesa nella luce”.

Un’enorme scalinata porta i visitatori sempre più in basso, fino a quando riemergono in una stanza dall’aspetto di una cattedrale baciata dal sole, con la luce che filtra da un atrio… sotterraneo. Tutto il museo è infatti sotterraneo, con grandi atri dall’alto soffitto che si alternano a piccole sale, più intime.

Nel realizzare l’edificio gli architetti Peter and Gottfried Böhm non hanno voluto in nessun modo “scimmiottare” l’archittetura egizia, ma sono riusciti nel difficile intento di creare un edificio che volesse riecheggiare nella mente del visitatori temi e simbologie dell’Antico Egitto.

L’esposizione permanente non segue un percorso storico in ordine cronologico, ma affronta in ogni sala un tema specifico dell’arte e della cultura egiziane nell’antichità. Un’area separata è riservata alle mostre temporanee.

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